Metamorfosi
Simili ad aloni evanescenti e luminosi, affiorano dai fondi bruni e variegati del terreno, particolari e sagome di corpi femminili. Le grandi figure, portate verso lo spettatore, emergono come delicate escrescenze dalla materialità della terra evocando simbolicamente, in un rapporto osmotico, la forza generatrice della donna-madre e quella della madre-terra. La sottile definizione della materia si carica di energia vitale che scorre come linfa, dialoga e traspira dall’incarnato vero e sensibile, mangia e trapassa la materia stessa creando una morbida fusione tra donna e natura. È l’esaltazione di un’armonia universale, risolta attraverso la perfetta congiunzione tra in lineamenti della figura, immobile e abbandonata, e la corposità digradante della granulosità terrena.